American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace. Episodio 2. (SPOILERS)

Se il primo episodio di ACS L’assassinio di Gianni Versace è stato un lento progredire verso l’omicidio dello stilista e poi indietro ai giorni che hanno portato Andrew alla sua follia omicida, questo secondo episodio ci ha regalato uno sguardo più approfondito all’interno della famiglia Versace, ai rapporti tra Gianni e Donatella, e tra Donatella e Antonio, amante dell’uomo.

La puntata inizia nel lontano 1994 e ci mostra Gianni Versace scendere a patti con una malattia misteriosa, supportato da Antonio e Donatella. I due vivono all’interno della villa di Miami una vera e propria guerra fredda. Donatella infatti, da la colpa all’uomo della malattia del fratello e lo accusa senza mezzi termini di aver portato promiscuità nella sua vita. Per amore di Gianni però, è intenzionata a mantenere la pace.

Un balzo in avantinel 1997 ci mostra Andrew dirigersi con inquietantegioia verso Miami cantando a squarciagola

Gloria. Le forze dell’ordine lo stanno cercando, ma l’uomo sembra non preoccuparsene. Assunta, infatti, la personalità di uno studente di moda nato a Nizza, si prodiga per entrare nelle grazie dell’anziana receptionist di un hotel, spingendola a fargli avere tutto ciò di cui ha bisogno.  All’interno dell’hotel, Andrew, dopo aver passato la giornata a stalkerare la casa dello stilista, fa la conoscenza di Ronnie, un uomo con evidenti problemi di droga e di soldi. I due stringeranno un’amicizia molto particolare, nonostante Ronnie sembri rendersi conto dei visibili problemi mentali di Andrew, e soprattutto sembri non credere alla storia raccontatagli dall’uomo di essere l’ex fidanzato di Gianni Versace. L’ossessione verso lo stilista inizia a palesarsi così come le tendenze deviate del ragazzo che approccia uomini ricchi e maturi costringendoli alla sottomissione e spaventandoli a morte.

Sempre nel 1997 Donatella e il fratello stanno litigando su quella che è la linea stilistica dell’uomo, che si rifiuta di avere modelle dall’aspetto malato in passerella e vuole tentare un approccio più vivace nei suoi abiti. Ovviamente la sfilata dell’uomo sarà un successo, e Donatella dovrà ammettere che, nonostante sia una donna d’affari, il fratello è il vero talento quando si tratta di abiti. La vita di Gianni sta prendendo finalmente una strada positiva. La malattia è sotto controllo, la sua casa di moda va a gonfie vele e Antonio, ha finalmente deciso di non vedere più nessun’altro al di fuori dello stilista.

Purtroppo, le cose come sappiamo andranno diversamente e gli ultimi secondi della puntata, ci mostrano Andrew, mancare per poco i due uomini in un night club.

Che dire miei cari lettori. Se la prima puntata di ACS L’assassinio di Gianni Versace è stata una piacevole sorpresa, questo secondo episodio è una conferma ancora più piacevole del lavoro ben fatto. La storia (romanzata lo sappiamo, se volete la pura verità guardate un documentario) è interessante e ben gestita. I salti temporali hanno un collegamento logico tra di loro che rende più facile seguire i personaggi tra un salto in avanti e uno indietro.

Ogni dubbio io avessi su Penelope Cruz è svanito completamente. La sua Donatella non è solo molto simile all’originale in aspetto, voce e modi di fare, ma è un personaggio complesso, interessante, evidentemente diviso tra l’amore di suo fratello e l’odio per il compagno.

Lo stesso purtroppo non posso dire di Ricky Martin, la cui interpretazione a volte rasenta il livello soap opera. Ed è un dispiacere, perché Ricky è stata la mia prima cotta musicale. Ma il bel portoricano seppur adeguato la maggior parte del tempo, purtroppo viene penalizzato dall’interpretazione appassionata di Penelope Cruz e Edgar Ramirez.

E parlando del caro Edgar. Io ammetto candidamente (ero poco più che una bambina all’epoca dei fatti) di non conoscere Gianni Versace. Ma da quello che vedo attraverso video e interviste su YouTube sullo stilista il risultato portato a casa dall’attore è eccezionale. E nonostante Ricky Martin non sia alla sua altezza, l’alchimia tra i due è innegabile, così come l’alchimia tra Edgar e Penelope Cruz.

Rimane Darren Criss. Consistente rispetto alla prima puntata se non addirittura una spanna più in su per quanto riguarda l’interpretazione di Andrew Cunanan. Ogni singolo attimo passato in compagnia di Andrew porta un senso di inquietudine e di tensione in attesa della prossima vittima. In attesa della prossima bugia. Anche un semplice sorriso, negli occhi di Cunanan diventa motivo di raccapriccio. E vederlo ballare sulle note di Easy lover? C’è qualcosa di profondamente distrurbato nello sguardo di Cunanan mentre balla assistendo alla dimostrazione di paura della sua vittima. Quella canzone? per me non sarà mai più la stessa.

Insomma, se non avete visto ancora ACS L’assassinio di Gianni Versace… cosa ci fate qui? Andate a vederlo, inquietatevi con me, che ho bisogno di compagnia in questo viaggio.

Alla settimana prossima con ACS L’assassinio di Gianni Versace e non dimenticate di seguirci sui nostri social Facebook e Twitter.

 

 

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