American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace. Episodio 4. (SPOILERS)

Credo che userò questo blog più come terapia post traumatica che come una recensione semi seria di ACS L’assassinio di Gianni Versace. La serie ideata da Ryan Murphy, fatevelo dire, non rallenta neanche un attimo la sua corsa e riesce a diventare in qualche modo sempre più macabra e inquietante. Ancora adesso, con lo schermo blu della TV che mi fissa in attesa che io decida cosa guardare per liberarmi di questo stato d’animo, e il silenzio che mi circonda, non riesco a capire se e quando mi riprenderò da questo episodio. Le ragioni potrebbero essere diverse. Il fatto che sia una storia vera sicuramente gioca un ruolo predominante, il resto credo sia talento nel raccontare storie e un cast praticamente perfetto.

CR: Ray Mickshaw/FX

Questo il riassunto dell’episodio e attenzione agli spoiler!

È il 27 aprile 1997, una settimana prima dell’omicidio di Lee Miglin, (di cui potete leggere qui) e facciamo la conoscenza delle prime due vittime di Andrew Cunanan, David Madson e Jeff Trail. Scopriamo nei primissimi minuti dell’episodio che tra i tre esiste una relazione molto complicata. Andrew infatti, ha appena chiesto a David di sposarlo ma è stato rifiutato. Il giovane sospetta, giustamente, che David abbia una relazione con Jeff. Quando quest’ultimo arriva in casa dei due invitato da Cunanan, viene aggredito da Andrew con un martello e ucciso selvaggiamente (e qui parte il primo infarto della serata). Andrew riesce a convincere un David sotto shock (e non è l’unico) che la polizia non crederà mai alla sua estraneità all’omicidio, e facendo pressione psicologica sull’ex fidanzato lo costringerà a fuggire con lui. È chiaro che l’assassino sia convinto che la loro storia sia destinata a un lieto fine, nonostante l’accaduto, e l’intero episodio si concentra sul viaggio dei due ragazzi. Vediamo David, paralizzato dalla paura e dallo shock ripercorrere i ricordi che lo legano a suo padre e un Andrew praticamente indifferente a quanto accaduto nell’appartamento di Minneapolis, pianificare le mosse successive con una gioia quasi agghiacciante. Nella sua mente il viaggio che gli si prospetta davanti è un’avventura che porterà lui e David a una nuova vita, e niente sembra scoraggiarlo. Presto però le cose cambiano. David sempre più impaurito, tenta di convincere Andrew a consegnarsi alla polizia provocando la furia omicida del ragazzo che finirà con l’uccidere anche lui lungo le rive di un fiume.

Questa serie TV lo so già, mi farà perdere preziosi anni di vita e mi provocherà non pochi capelli bianchi. Se non fosse abbastanza, assistere ad ogni attimo sullo schermo con l’ansia che qualcosa stia per accadere, ci si mette anche l’inevitabile affetto che si sviluppa per le vittime di Cunanan e il conseguente dispiacere per ciò che accadrà loro a rendere tutto più difficile. E, Murphy mortacci sua, sa esattamente come iniziare un episodio in maniera sconvolgente. Assistere ai primi minuti di questa puntata è un po’ come essere spinti in acque profonde quando ancora non si è sicuri di saper nuotare. Un momento sei lì a guardare il mare all’apparenza calmo e tranquillo e il minuto dopo sei immerso in acque oscure che ti provocano una profonda ondata di panico. Il mare oscuro è Darren Criss per chi non avesse colto. Il mare calmo era la mia vita fino a un’ora e mezzo fa.

Ma tentiamo di approcciare la puntata facendo un discorso che abbia minimamente un senso compiuto.

Ormai lo avrete capito leggendo i miei post ma vale la pena ripeterlo, questa stagione di ACS è un piccolo gioiellino. Attori di talento, sceneggiatura eccezionale, regia impeccabile e una serie infinita di memorabilia anni ’90 che nessuno dovrebbe mai dimenticare (vedi canotte inguardabili indossate ad ogni ora del giorno e della notte, musica disco in ogni dove e muri di color rosa pesco ovunque). Ammetto di aver sentito la mancanza di Edgar Ramirez e del suo Gianni Versace in questi ultimi episodi, ma Darren Criss al solito, e anzi sempre di più, sostiene sulle proprie spalle l’intera serie senza batter ciglio. Il suo ritratto di Cunanan mette i brividi per il 99.9% del tempo, eppure riesce, in maniera subdola e prendendoti alla sprovvista, a farti provare per un attimo un moto di compassione nei confronti del giovane killer quando crede di essere stato abbandonato dall’uomo che dice di amare. Ovviamente la compassione va a farsi friggere dieci minuti dopo quando l’uomo punta l’arma contro David uccidendolo e tutto quello che rimane è il senso di colpa, perchè si, per un momento si è sperato in un lieto fine tra i due.

Si aggiunge al cast Cody Fern, l’attore australiano che interpreta Madson e che è riuscito a portare a casa una performance toccante e convincente, accompagnandoci in quello che deve essere stato l’incubo degli ultimi giorni di vita di questo ragazzo.
L’intero episodio è praticamente una camera sigillata in cui l’ossigeno viene a mancare poco alla volta. La claustrofobia percepita da David durante il viaggio con Andrew è quasi tangibile e decisamente facile da immaginare e spinge a guardare gli eventi col fiato sospeso, in attesa che qualcosa accada. Ovviamente la maggior parte dei fatti sono congetture, ma questa rimane comunque la storia di persone realmente esistite e sembra quasi un peccato mortale ammettere quanto questa serie mi stia appassionando, eppure è così.
Nonostante le maledizioni che ancora mando a Ryan Murphy, a Darren Criss e a tutto il cucuzzaro, non posso fare a meno di sperare che il prossimo episodio arrivi quanto prima e al tempo stesso che la serie finisca il prima possibile.

Beato chi, in tutto questo marasma di emozioni contrastanti ci ha capito un tubo. Io dal canto mio continuerò il mio rapporto di amore e odio con ACS fino alla fine. Non potrebbe essere altrimenti.

Continuate a seguirci per sapere come andrà a finire la storia di Cunanan, sui nostri social Twitter e Facebook.

3 Replies to “American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace. Episodio 4. (SPOILERS)”

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