Patrick Melrose – Ep. #1 Bad News (Spoilers)

Lettori! È sempre un grande piacere ritrovarvi ma stavolta, visto che ci si rilegge per un’occasione assolutamente degna di nota, il piacere si centuplica. Oggi, infatti, parleremo, con mia grande e assoluta gioia, di Patrick Melrose serie TV in cinque puntate prodotta e trasmessa da Sky Atlantic e Showtime.
Ed io potrei iniziare in mille modi questa nostra chiacchierata…parlando del tempo, magari. O magari dicendovi quanto attendessi con ansia questa serie e da quanto tempo, poi, la attendevo. Ma, devo ammettere, che tutto ciò non renderebbe affatto giustizia al grado di aspettativa ed inquieta agitazione che mi pervade dall’inizio di maggio. Il motivo di tanta smania non credo debba essere spiegato visto che ho l’ardire di supporre che chi sta ora scorrendo queste righe, abbia già letto il nostro blog e, probabilmente, abbia già letto anche me. Lo suppongo, accidenti, e perciò, in seconda battuta, mi viene altrettanto naturale supporre che chi mi ha già letto abbia notato quanto io sia ostinatamente e perdutamente innamorata del talento di Benedict Cumberbatch.

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E sappiate che non intendo cogliere alcuna insinuazione circa il significato che voi state dando alla parola “talento”. Sappiatelo bene.
Ma, comunque, per chi si fosse perso qualcosa o non conosca i miei gusti, lo dico chiaramente e senza remore: sono una estimatrice senza eguali del più grande attore britannico vivente. Lo amo via, non usiamo parafrasi inutili.
Sono una fan così attenta e partecipe da detestare la sola idea che possa non onorare le sue immense doti magari facendosi fuorviare da disturbanti filosofie new-age; tanto da sperare di vederlo in ogni produzione degna di nota per i prossimi 30 anni; tanto da volerlo vedere come cattivo (di nuovo e di più) e magari commediante e magari innamorato respinto o folle e magari avvocato o prete. Purché non mi rifili un altro scienziato o geniaccio malefico. Abbiamo già dato.
Attendevo con ansia Patrick Melrose, quindi, perché la sola presenza di Cumberbatch come protagonista mi dava già il 50% di certezze sulla buona qualità dell’opera. Poi è arrivato il primo trailer e la percentuale è levitata e tanto. Poi sono arrivati i trailers successivi ed hanno preteso l’esclusiva della mia attenzione per questo maggio ’18.
Quindi ansia, attesa, inquietudine e poi, finalmente Bad News, la prima puntata. Ed io sono qui a parlarvene, come sempre. Come mi piace.

Patrick Melrose, il protagonista della serie, è una persona complessa e fragile.
Non vi è dubbio che si tratti di un uomo avvenente, ricco e sfacciatamente ironico, ma è anche immerso fino al collo in un tunnel di alcool, droga e follia tanto profondo da non riuscire a vedere vie di uscita. Un mezzo playboy, pare, almeno quando è sufficientemente lucido da comprendere quello che sta facendo e con chi. Un’anima in pena, insomma, completamente votata all’autodistruzione.
Lo troviamo in condizioni più che miserevoli mentre riceve per telefono la notizia della morte del padre e l’incarico di recarsi a New York per ritirarne le ceneri.
Questo viaggio sarà l’ultimo passo verso la degradazione più assoluta.
Patrick parte con l’intenzione di ripulirsi e smettere con eroina e cocaina delle quali fa un uso continuo e spropositato.
Purtroppo le sue (buone quanto ingenue) intenzioni si scontrano con gli spasmi dati dall’astinenza e, ancor peggio, con i tormenti di una mente disturbata dagli abusi subiti in tenera età dal padre e che, ancora oggi e nonostante tutto, non riesce a trovare pace se non nell’effimera anestesia data da stupefacenti ed alcool.


Patrick parla con se stesso per lo più, ma anche con la nonna perduta o con il padre aguzzino o la madre assente. Parla, costantemente, con chiunque abiti la sua testa pericolosamente carica di dolore e vergogna e, per questo, il suo proposito di rinascita crolla presto soffocando tra i grattacieli di una New York di fine anni ’80 indifferente come solo certe bellezze possono esserlo. E quando, alla fine ma fin troppo presto, cede nuovamente al richiamo della droga correndo per strade malfamate, iniettandosi sostanze malamente tagliate da siringhe usate e sporche, in un crescendo di auto flagellazione, di violenza e di disgusto di se, sembra trovare il senso ultimo della propria esistenza: la sua fine.

Cede, infatti, al richiamo della morte e prova ad uccidersi agognando pace e silenzio, libertà probabilmente. Ma il destino ha altri piani e altre speranze per lui e così ancora può risvegliarsi ma sempre più vuoto di possibilità e totalmente privo di sé.
Si sveglia, Patrick, e non si riconosce.
Non riconosce il suo corpo, le sue braccia martoriate, i suoi occhi pesti. Non riconosce il proprio corpo piegato e la propria vita distrutto. E ci sembra che stia lì, in un secondo solo, ad un passo dalla discesa verso la fine senza ritorno che chiaramente capisce che non c’è sconfitta in un passo indietro. Non c’è vergogna in un tentativo. È pronto a tornare a casa, Patrick, è pronto a cercare di nuovo la propria voce tra le mille che gli urlano in testa. Al telefono con l’unico amico che davvero ha, finalmente, piange.
Quanta pena e rabbia e dispiacere può farci un uomo?
Direi che qualsiasi sia il livello che vi siete dati, Melrose lo raggiunge e lo supera abbondantemente e Cumberbatch è magistrale nel rimandarci l’essenza vera, precisa, disgustosa della debolezza umana.
In Melrose è totalizzante la necessità di annullarsi, di distruggere ogni cosa che ancora lo rappresenti.
Lo seguiamo bambino indifeso mentre raggiunge un padre che ci ripugna in una stanza, accanto ad un letto; lo osserviamo e nel momento in cui cattura la nostra comprensione e la nostra pietà lo stesso riesce a rivoltarci le budella con il suo impossibile viaggio verso la morte, con il suo scegliere, in fondo, di darla vinta al mostro che lo ha divorato non diventando altro che il suo specchio ormai deforme.
E tutti gli adulti attorno a quel bambino, o gli odiosi vecchi attorno a questo uomo, fanno da contrappunto ad un affresco sociale profondamente disumano.
Patrick gira per le città, vola, corre, cammina, ed è sempre completamente fuori di se. Spesso non è nemmeno in grado di muoversi o di parlare e poi trema e suda e si contorce ed è una pena continua che prende forma e colore. Ma elargisce denaro a piene mani ed apparentemente senza fine, per cui non c’è porta che resti chiusa o, peggio, non c’è mano che si tenda per aiutare.

È sufficientemente chiaro, mi pare, come l’interpretazione di Benedict Cumberbatch sia assolutamente fondamentale alla qualità complessiva della puntata e, paradossalmente, questa è una delle poche critiche che sono state rimosse alla serie. Ma attenzione, Patrick Melrose non è, almeno in questa prima meravigliosa puntata, una celebrazione di Benedict Cumberbatch in quanto tale, tutt’altro, io credo.

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La bravura dell’attore non fa altro che illuminare il personaggio e, con lui, dipingere il quadro del mondo in cui ha vissuto sporcandolo con la cruda e repellente visione della realtà oltre le facciate luccicanti. E non è forse questo il ruolo dell’attore, essere esattamente ciò che gli chiediamo di rappresentare?
Rifletteteci, lettori cari, e tornate a trovarci per leggere il nostro punto di vista sul seguito di questa bellissima serie Sky Atlantic che continuerà la settimana prossima con la seconda puntata, Never Mind. Nel frattempo seguiteci allegri, numerosi e cumbebatched su Twitter e su Facebook.
Bye & #YOLO

5 Replies to “Patrick Melrose – Ep. #1 Bad News (Spoilers)”

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