Netflix: The Kissing Booth

Voglio iniziare questo post con una confessione. Io amo le commedie adolescenziali.
È inutile girarci attorno, o far finta di stare scrivendo questo articolo dal punto di vista di un adulto neutrale e distaccato. Quella che avete davanti è una profonda fan di quei filmetti leggeri e goliardici che raccontano le tribolazioni e le fasi più importanti dell’adolescenza.
Il motivo? Elementare miei cari Watson, nostalgia. Questa, cara vecchia compagna di ogni adulto che si rispetti, è una brutta bestia quando ci si mette e ti prende, spesso e volentieri, mentre stai facendo qualcosa di assolutamente noioso. Tu sei lì, a svolgere il tuo lavoro, a fare la spesa o a fare i conti, e d’improvviso ti ritrovi a desiderare di poter tornare indietro, di poter rivivere quel momento della tua vita in cui l’unica responsabilità era quella di crescere. E ci sono, a parte una schiera di film banali, inutili e poco costruttivi, alcune opere che hanno il potere di fare proprio questo, almeno per un po’. Nell’ordine vi consiglio di dare un’occhiata a 10 Cose che Odio di Te e L’ASSO nella Manica.
Se non avessi una dignità da proteggere, ammetterei di avere persino la trilogia di High School Musical nella mia collezione di DVD, ma ho il dovere di salvaguardarne quel poco che ne rimane lasciando questo periodo assolutamente ipotetico. Poco importa che io l’abbia appena scritto, io non l’ho detto ufficialmente e voi quindi non avete il diritto di prendermi in giro. We’re all in this together, after all.
Ma passiamo a The Kissing Booth.

Questa commedia di Netflix, che ancora non sono sicura si possa considerare un film per ragazzi, è un lavoro per la maggior parte ben riuscito.
La trama rivisita un po’ quelle che sono le storie raccontate più e più volte da decine di centinaia di migliaia di film, solo, per una volta, in maniera originale.
Qui infatti, non si racconta di due ragazzi di sesso opposto che si scoprono innamorati ma pensate e sconvolgetevi, di due amici che sono davvero AMICI.
Elle e Lee sono nati lo stesso giorno, nello stesso ospedale. I due sono sempre insieme, condividono diverse passioni tra cui quella del ballo, si conoscono profondamente, e hanno un grado di intimità e di accettazione, l’uno dell’altra, assoluta.
Al punto che, di rientro dalle vacanze estive, vedendo una Elle cha ha ormai sviluppato le sue curve di donna, Lee non ci pensa due volte prima esprimere un commento completamente privo di malizia e doppi sensi e assolutamente esilarante.
Ad aver notato però questo cambiamento, è il resto della scuola. Elle diventa il centro focale del corpo studentesco attirando a sé diversi corteggiatori e l’invidia di diverse ragazze.
Ma, come nelle migliori tradizioni, l’unica persona su cui Elle vorrebbe davvero fare colpo è quella che di lei sembra non volerne sapere nulla.
Noah, fratello maggiore di Lee, atleta, poeta, motociclista dolce ma impassibile, è la cotta che Elle non riesce a scrollarsi di dosso, e che vorrebbe mettere da parte per diversi motivi. Il più importante di tutti è che la sua amicizia con Lee preclude qualunque tipo di storia con il giovane. I due amici, infatti, hanno compilato negli anni una lunga (e spesso ridicola) lista di regole da seguire all’interno del loro rapporto. Una di queste è proprio che i parenti sono off limits.
Ma poco importa, perché regole a parte, Noah non sembra interessato a nulla se non a darle fastidio e ad Elle, in fondo, va bene così.
Se non che, galeotta fu la Cabina dei baci messa in piedi ad una fiera, per uno scherzo del destino i due si baciano ed Elle si rende conto che forse Noah non è così disinteressato come sembra.

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I due iniziano una storia, (in cui Noah passa il 90% del tempio curvato data la differenza d’altezza tra i due ed Elle trascorre il tempo a mandare Noah a quel paese) e lo fanno di nascosto da Lee.
Ma le bugie hanno le gambe corte, e presto la verità viene a galla. Lee, da buon maschio adolescente non la prende bene e costringe Elle a scegliere tra i due. Ed Elle lo farà, mettendo in gioco sé stessa, la sua relazione e la sua amicizia, e compiendo quel rito di passaggio che la porterà a crescere.

Questo film, è stato, devo dire, inspiratore di più grattacapi di quanto non pensassi possibile.
Ci sono, infatti, diverse domande che mi sto ponendo da quando ho visto The Kissing Booth.
1) Davvero i teenagers di oggi sono quelli ritratti in queste pseudo commedie americane in cui le scuole superiori sono praticamente un trampolino di lancio verso il nulla?
2) Davvero i teenagers di oggi, minorenni e mantenuti dai genitori possono scomparire da un giorno all’altro senza dire a nessuno dove stiano andando, cosa stiano facendo e senza che gli adulti mandino intere spedizioni di agenti speciali a cercarle?
3) Questi fantomatici adolescenti belli come il sole, alti due metri, ribelli ma dolci, appassionati ma pazienti, sportivi ma geni, dove diavolo erano mentre io ero una teenager sull’orlo di una costante crisi di nervi?
Se qualcuno ha una risposta almeno ad una di queste domande, si faccia vivo. Perché io, ad oggi, ancora brancolo nel buio.

Domande esistenziali a parte, non c’è alcun dubbio che The Kissing Booth sia la scelta perfetta quando si tratta di passare un paio d’ore in maniera leggera e rilassata.
È un film divertente, al punto da suscitare in me più di una volta vere e proprie risate, è originale, è ben scritto, ben recitato e ben concepito. È leggero e non pretende di essere niente più di quello che è.
I personaggi di Elle e Lee catturano l’attenzione e l’affetto del pubblico con la loro leggerezza e la loro ironia e anche il bel Noah, nonostante il capello sempre con la messa in piega (anche sotto la pioggia torrenziale) fa la sua parte, riuscendo a incarnare (quasi sempre) il diciottenne con mille possibilità di riuscire nella vita e una, assolutamente possibile, di mandare tutto all’aria.
The Kissing booth è, insomma, un film assolutamente da vedere.
Rimangono i miei dubbi su questi adolescenti los angelini, sui maxi party in spiaggia finanziati da non so chi e sugli adolescenti lasciati allo stato brado per interi giorni senza che nessuno se ne accorda.
Ma questo non è assolutamente un deterrente per questo film, che non solo è al di sopra delle mie aspettative, ma le ha superate abbondantemente andando a finire nella mia lista preferiti di Netflix.

 

One Reply to “Netflix: The Kissing Booth”

  1. Pingback: Alex Strangelove. Recensione del film di Netflix. - MAD IN CINEMA

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