Hansel & Gretel: Witch Hunters (2013)

Durante una strana notte di luna piena, in una casetta solitaria al limitare di un bosco, un padre sveglia i propri figli, un maschietto ed una bambina e, sollecitato dalla moglie, li porta nella foresta abbandonandoli al proprio destino.
I bambini sfuggiranno misteriosamente alle grinfie di una perfida strega e, crescendo, diventeranno i leggendari Cacciatori di Streghe Hansel (Jeremy Renner) e Gretel (Gemma Arterton) e combatteranno il male finché il loro destino non li porterà nella piccola città di Augusta a combattere la potente Muriel (Famke Janssen) che trama per portare a termine un incantesimo che renderà le streghe invincibili.

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Amici, lettori, simpatizzanti e financo estranei di passaggio, prima che io vi parli del film e della mia opinione su di esso, è opportuno partire da qualche presupposto:
primo (e tutt’altro che scontato): già l’idea che i due fratellini più bistrattati e famosi del mondo, abbiano girato le carte in tavola trasformandosi da vittime a carnefici dei propri aguzzini, mi piace terribilmente. 1 a 0 per i marmocchi;
secondo (moderatamente preoccupante): i ragazzini non hanno ancora finito di bruciare la famosa strega nel famoso forno, che già Jeremy Renner biascica parole che vorrebbe esplicative nel suo conturbante americano semi incomprensibile. Non ci capisco un tubo, infatti, ma 2 a 0 per lui, sulla fiducia e sui brividi;
terzo (degli abissi ormonali): la scena si apre sulla piazza di una cittadina e sui villani riuniti attorno allo sceriffo (inquietantemente eccitato nel parlare di streghe, roghi e demoni) che sta per far bruciare la giovane (e bella, accidenti a lei) presunta strega Mina (Pihla Viitala). Nell’attonito silenzio (perché sospiro solo io, perdindirindina) appaiono finalmente la conturbante Gretel e l’ancor più affascinante Hansel, armati come combattenti afghani e decisamente privi di remore. Ecco, Renner e il suo outfit in pelle sono l’ultima goccia per i miei ormoni. 3 a 0 per Hansel e chiamate il 118.

Finiti i presupposti passiamo al film che, sorte ingrata, è in vantaggio di ben tre punti. Non chiedetemi, vi prego, di che vantaggio io stia blaterando visto che non si tratta di una gara, inutile porsi domande stupide. La visione di un film è sempre ed assolutamente una competizione, nella quale noi, furbi spettatori, non aspettiamo quasi altro che cogliere in fallo la truppa (regista/cast/crew) per poter criticare ogni cosa bellamente spiaggiati sulle nostre portone.
E vale anche per voi, non fate finta sia diverso, suvvia; nessuno mi convincerà mai di una bontà intrinseca negli essere umani.
Comunque, forti del loro vantaggio su di me, Hansel e Gretel continuano la ricerca nel piccola cittadina che non li accoglie proprio con entusiasmo.


La perfida strega Muriel, affiancata da due piuttosto ributtanti colleghe, sta tramando nell’ombra il più orrido maleficio da compiersi la notte della Luna di Sangue. Per quella notte dovranno essere sacrificati dodici bambini, sei maschi e sei femmine, nati ognuno in un mese diverso dell’anno, perché proprio il loro sangue, unito ad altre delicatessens – funghi pestilenziali, strane rane cornute (vive ovviamente) e roba simile – è l’ingrediente fondamentale al compiersi dell’atteso incantesimo che renderà le streghe invincibili.
Tutto sembra pronto allora e la fatidica notte si avvicina ma, per tutti i maghi di Britannia, non può essere così semplice. Manca, infatti, ancora un elemento fondamentale alla buona riuscita del filtro malefico: il cuore pulsante di una Grande Strega Bianca. Dove potranno trovarlo le nostre orripilanti fattucchiere? Si prevedono colpi di scena, per così dire.
In ogni caso, mentre la storia si dipana ed i nostri bravi cacciatori sono intenti a inseguire streghe, avendo a che fare con donne cornute, esplosioni di uomini e rigurgiti di frattaglie, diabete (lui) incubi (lei) e un’invitabile separazione in cerca di indizi e di sopravvivenza, arriveremo a scoprire che, in passato, le cose non sono andate proprio come ci eravamo immaginati (o come gli audaci fratelli Grimm ce le hanno raccontate, più che altro).
Ma seguiamo i nostri improbabili ed audaci eroi e scopriamo le carte.

Gretel sconfitta e atterrata da Muriel venuta a catturarla ed a liberare una delle proprie “sorelle”, giace per strada svenuta fino a che non viene brillantemente salvata da Ben (Thomas Mann), un giovane ammiratore, che la rimette in sesto velocemente e, di striscio, le rifila pure una lucidatina al décolleté. Giusto per gradire. La ragazza si mette subito in cammino alla ricerca del fratello sparito nella notte mentre era appeso, parrebbe, alla scopa di una strega fuggitiva. Gretel si inoltra nella foresta e qui viene attorniata dal ripugnante sceriffo Berringer (Peter Stormare), reduce dalla fredda e non necessaria esecuzione del povero sindaco, e dai suoi uomini che, dopo averla picchiata selvaggiamente, si apprestano a usarle violenza. Ma, colmo dei colmi, chi interviene a salvare la fanciulla schiacciando (letteralmente) i suoi nemici? Niente meno che Edward! Edward, si, ma non quello dentuto e luccicante. E nemmeno il potatore seriale, ci mancherebbe. Quale Edward, allora, vi state chiedendo? Ma lui, Edward il troll (Derek Mears) che pare abbia qualcosa da nascondere. Egli infatti, benché sia al servizio di Muriel e della sua congrega, salva e cura Gretel fornendole come unica spiegazione la criptica frase: I troll servono le streghe. La nostra cacciatrice si adombra e ci capisce poco ma noi, geniacci, cominciamo ad intuire, scoprendo pure che i troll sono spoileratori niente male!
Liberata dai nemici e guarita dalle numerose ferite, Gretel riprende il cammino alla ricerca del fratello.

Hansel, dal canto suo, era sparito nella notte al seguito di una strega e della sua scopa e questa, pur ammaccata e mezza accecata dalla lotta, riesce a seminarlo scaraventandolo nella foresta. Lo ritroviamo appeso a testa in giù e svenuto mentre la bella Mina, di cui ricordiamo è stato l’ammirato salvatore, cerca di svegliarlo e farlo scendere. Alla fine scende, decisamente con poca grazia, ed aiutato da Mina si reca in una pozza d’acqua presumibilmente magica (non mi sembra il caso di supporre benedizioni di altro tipo) in grado di aiutarlo a guarire dalle ferite. A questo punto le cose prendono una piega graziosamente hot. Visto che Mina pare sempre più grata ed è, francamente, bellissima; visto, pure, che Hansel porta bene i suoi panni, le pistole e pure il diabete. Considerato, per puro spirito di goliardia, che per quanto Hansel sia imbranato e zuccheroso tanto Mina è intraprendente e…nuda. Beh, visto e considerato tutto quanto, in quella pozza cristallina, inevitabilmente, avviene il fattaccio. Con mia somma e strabordante invidia. Per Mina, ovviamente, non fraintendetemi.
Comunque il fattaccio avviene e l’amico cercatore si ritempra nel corpo e nello spirito per poi ricordarsi, finalmente, d’avere ancora famiglia (anche lui, come il miglior Poldark, all’occorrenza se ne dimentica proprio), e così riparte alla ricerca della sorella ritrovandosi in una casetta abbandonata nel bosco che gli appare piuttosto familiare.

È proprio all’interno di questo rudere che i due fratelli si rincontrano scoprendo di trovarsi proprio della casa in cui vivevano da bambini con i genitori e che, oltretutto, sotto di essa, vi è una grotta segreta evidente rifugio di una strega.
Non fanno in tempo, però, neanche a raccapezzarsi sulla loro situazione che la perfida Muriel fa il suo studiato ingresso nella casa e, finalmente, ci racconta il passato.
Pare che la madre dei fratellini fosse Adrianna, una delle più grandi streghe bianche del suo tempo, che cedette all’amore sposando un normale contadino e vivendo con esso e con i loro piccoli in felicità in quella piccola casetta. Con l’approssimarsi della precedente Luna di Sangue, però, la Grande Strega Bianca si trovò a dover difendere i propri bambini dalle perfide rivali che, non potendo battere lei, avevano deciso di prendere il cuore di Gretel per compiere l’orrido maleficio. La madre li protegge con un incantesimo e convince il marito ad abbandonarli nella foresta. Così la Luna di Sangue passa e i bambini sono salvi fino alla prossima generazione quando l’eclisse tornerà e Muriel avrà la sua nuova occasione.  I cacciatori lottano contro la strega ma Muriel ha la meglio, accoltella Hansel al fianco e rapisce Gretel portandola con se.
Ancora una volta il nostro eroe (epiteto da prendersi con le proverbiali pinze) viene salvato da Mina che, sorpresa delle sorprese, è una strega bianca anche lei e tra incantesimi vari e altra acqua miracolosa lo rimette in sesto.
A questo punto bisogna recarsi nel covo delle streghe a salvare Gretel, i bambini rapiti e, soprattutto, ad impedire che venga compiuto il rito durante la Luna di Sangue.


Mina crea una pozione in grado di fortificare le armi in loro possesso contro le streghe ed i tre, Hansel, Mina e l’allegro Ben, partono al salvataggio.
Gretel è incatenata ad un tronco in attesa che le si strappi il cuore. Non che attenda pacificamente facendosi la manicure come potrebbe sembrare dalle mie parole, ma a volte in me vince la sintesi e, in fondo, quello fa.
Arrivano i nostri ed è combattimento all’ultimo sangue (o viscido liquido schifoso nel caso delle streghe). Il criptico Edward sceglie la strega buona e Muriel lo scaraventa giù da un dirupo e dopo attimi sincopati nei quali Edward viene defibrillato e Mina perde la vita per salvare un Hansel piuttosto indifferente, finalmente arriva la resa dei conti ed i due fratelli affrontano Muriel in quel che resta della casa di marzapane nella quale incontrarono e uccisero la loro prima strega (la seconda a voler essere pignoli, visto che la prima era la madre).
Va a sé che vinceranno con tanto di Muriel decapitata, orrida testa tenuta per i capelli, vomito di Ben.

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Tutto è bene quel che finisce bene, è vero, e questa storia non poteva finire meglio di così. Dopo aver visto il film sono ancora più dispiaciuta per il poco valore che gli è stato attribuito; posto che non tutte le opere possono essere capolavori o eccellenze, qua ci troviamo di fronte a un film ben strutturato e ben recitato, gradevole e divertente, che sta perfettamente dentro i parametri del suo genere senza voler strafare ma senza farsi mancare nulla.
Eppure niente, nessuna scintilla e, ahimè!, nessun seguito, pertanto, amici lettori vi consiglio di recuperare questo e guardarvelo senza indugi. Evitate i popcorn, però, non sono certa che alcune scene stimolino l’appetito.

A presto lettori e seguiteci allegri, numerosi e muniti di scopa su Twitter e su Facebook.
Bye & #YOLO

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