Poldark – Stagione 3 – Episodi 1 e 2 (Spoiler review)

 

Non c’è 2 senza 3, Capitano Poldark

La Cornovaglia ci richiama, lettori cari, e lo fa con tanta luminosa grazia da rendere davvero difficile rifiutare. Infatti non rifiutiamo ed eccoci qua, pronti a rituffarci tra le grinfie del Capitano più amato dell’emisfero boreale. O quasi.
Vi ricordate come ci lasciammo? Se si, verrò personalmente in ognuna delle vostre case a congratularmi; se no, leggete l’autocitazione sotto e finiamola.

“I rumors sulla stagione successiva ci fanno presagire importanti novità ed è inutile dire che non vediamo l’ora di vederla.
Anche io certo, benché sia sicura che Ross tornerà a farmi mangiare i gomiti imbroccandone una giusta ogni cento sbagliate, o che Demelza abbozzerà ancora o peggio si ribellerà nell’unico modo senza senso che esista; che Warleggan ingrasserà il suo ego e il suo portafoglio come una vecchia oca o che Elizabeth si ergerà ancora più acida tra le mura di quel tempio del cattivo gusto in cui abita…”

Visto? Ed ora continuate pure a dire che l’indovina cartomante sia zia Agatha, mi raccomando! La stagione successiva di cui parlavo è proprio questa ed io, com’è chiaro, sapevo già che mi sarei rovinata la salute. Infatti, a neanche un sospiro dalla sigla, già mi ritrovo un’ulcera perforante.

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Episodio 1
Il primo episodio ci accoglie con Elizabeth (Heida Reed) Poldark ora Warleggan, vistosamente incinta, che cavalca a rotta di collo per le verdi strabenedette scogliere fintanto che il cavallo, ovviamente, si imbizzarrisce. La nostra rischia vita e bambino non necessariamente entrambi e non necessariamente in quest’ordine. A pensarci bene potrebbe anche non necessariamente rischiare visto che c’è qualcuno che bazzica da quelle parti pronto a salvare capra e cavoli. Come chi? Lui. Ross Poldark (Aidan Turner) e il suo dannato essere sempre dove non deve a fare sempre la cosa giusta sbagliandola. Che razza di karma sto ragazzo.
Comunque interviene, ovviamente, e la bella è salva, con buona pace e parecchio livore del maritino George Warleggan (Jack Farthing) che starnazza come un’oca a Natale.
Si ricomincia amici e nulla è cambiato.
Ross lavora dall’alba al tramonto, è figo da paura e sconsiderato che di più non si potrebbe. Demelza (Eleanor Tomlison) si fida di lui quanto io di un crotalo adamantino ed è tutta un sospiro e uno sguardo amaro. Nel frattempo George attende questo decantato erede ed Elizabeth sembra sempre più preoccupata per la data del parto…noi e zia Agatha (Caroline Blakiston) sappiamo perché!
In tutto questo marasma emotivo che ci portiamo dietro dalla seconda stagione e che non sembra risolversi, Geoffrey Charles Poldark (Harry Marcus), il figlio di Elizabeth e del compianto Francis, è diventato un bambinetto piuttosto energico e molto fedele alla propria famiglia ed al proprio nome; è anche alquanto bravo a zittire il caro “zio” George che, inutile dirlo, non lo affoga solo per mancanza d’acqua.
Una cosa però può farla lo zione, e la fa; per allontanarlo sempre più dall’amata moglie (ebbene si, anche George Warleggan ama) mette al bambino una governate e sceglie allo scopo la giovane Morwenna (Ellise Chappell) cugina di Elizabeth.

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Nel frattempo, a Nampara, Ross riceve una lettera e lui e Demelza ne sono molto lieti; pare che qualcosa stia per succedere ma non ci è dato sapere cosa.
Demelza riceve anche la visita inaspettata del fratello minore Drake Carne (Harry Richardson) e scopre così che il padre è in fin di vita.
Nonostante all’inizio rifiuti, in seguito si decide ad andare al suo capezzale benché Ross le raccomandi di non dilungarsi per non arrivare tardi al misterioso evento che deve tenersi di lì a poco.
Qualche indizio sul lieto evento che deve accadere lo captiamo quando Ross va a trovare la bella Caroline Penvenen (Gabriella Wilde) che è al capezzale dello zio morente. Che non ci sia di mezzo il nostro bel dottorino Dwight Enys (Luke Norris) che sappiamo in guerra a combattere per la patria? Speriamo di si, e andiamo avanti.
Demelza va dal padre che è il solito insopportabile bigotto seppur in fin di vita, ma torna in tempo per assistere al misterioso evento: il matrimonio tra Dwight e Caroline che si svolge in una chiesetta isolata con solo Ross e Demelza come testimoni.
La cosa pare debba rimanere segreta ma passano di là Geoffrey Charles e Morwenna intenti a conoscersi passeggiando e forse il segreto non resterà tale a lungo.
Gli sposini quindi hanno 24 ore per godersi la reciproca compagnia con gli amici Poldark che generosamente offrono il proprio talamo alla causa (non che il dottorino abbia aspettato l’altare per il fattaccio, come tutti ci ricordiamo), solo che l’agognata notte benedetta dal sacro vincolo nuziale pare debba risolversi in nulla.

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Da Trenwith infatti arrivano cattive notizie: Elizabeth, sentendo che il bambino sarebbe nato troppo in anticipo, finge una caduta dalle scale per deviare i sospetti del marito ed ora è in travaglio. Dwight, unico dottore disponibile, si reca al suo capezzale e fa nascere Valentine, l’attesissimo erede Warleggan. Solo che, cosa ormai chiara a tutti compreso Ross, il bambino è un altro Poldark e, per di più, la nascita avviene sotto il cattivo presagio della luna nera. È in corso infatti un’eclissi di luna che la oscura per un certo periodo e la dolcissima zia Agatha ne approfitta per maledire il bambino. Ah, le gioie della famiglia!Black Moon Poldark
Durante la notte (la più allegra dell’anno, vivaddio) il padre di Demelza muore assistito dai due figli mentre lo zio di Catherine resiste fino alla mattina morendo infine anche lui.
Ross, dopo aver assistito tra le ombre alla maledizione della zia Agatha ed al trattamento ad essa ed a Geoffrey Charles riservato dai Warleggan, si agita come un dannato per tutta la notte e al mattino si reca da George assicurandogli che se si prenderà cura dei suoi beni di famiglia e dei suoi cari lui sparirà completamente dalla sua via e non si dovranno vedere mai più.
E non sarà la milionesima volta che non si dovevano vedere più? Sembra tanto la canzone di Battisti, vi ricordate? Ancora tu, ma non dovevamo vederci più? Comunque George accetta, ma per quanto? E Ross resisterà? E l’incontro piuttosto sospirato tra il giovane Drake Carne e la dolce Morwenna porterà a qualcosa che avremo voglia di vedere?
Al prossimo episodio l’ardua sentenza…e visto che il prossimo episodio, sorpresa delle sorprese, è già qui, approfittiamone per guardarci un bel video promo che lo introduca.

Episodio 2
Ora, amici, se c’è una cosa certa là, sulle alte scogliere di Cornovaglia, è che guai e bambini vengono giù come se piovesse. Il caro Ross – disperato, ombroso, scalpitante ma anche caro, in fondo, Ross – non ha fatto in tempo a digerire la sua più che evidente paternità naturale di Valentine Warleggan e a decidere di negarla e negarsela per il bene comune, che Demelza, entusiasta come uno Yeti in sala ceretta, comunica di essere di nuovo incinta.
Mai un attimo di pace, in queste lande.
Nel frattempo, a Trenwith, George straparla come sempre mentre Elizabeth cerca di adattarsi al meglio che può all’allontanamento forzato dall’amato figliolo Geoffrey Charles Poldark, ormai affidato stabilmente a Morwenna. A Nampara, però, non si sta certo meglio. Ross e Demelza cercano di gestire i fratelli di lei Drake e Sam Carne, l’uno impegnato a trovare una scusa per strisciare fino a Morwenna e l’altro tutto preso ad ammorbare i minatori con filippiche sulla redenzione eterna. Li odio già. Entrambi.

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La povera Caroline Penvenen, ormai Mrs. Enys, si intristisce (bella come un dannato quadro di Caravaggio, accidenti a lei) piange sulla tomba dello zio perduto in attesa del nostro caro dottorino Dwight Enys che le scrive, a suo dire, “con trepidazione” anche se tale emozione non l’ha minimamente sfiorato quando si arruolato di nuovo rischiando il suo delicato didietro. Uomini!
George, sempre più tronfio, si intrattiene con Sir Francis Basset (John Hopkins) il quale accenna ad una possibile sostituzione del magistrato ora che Ray Penvenen è venuto a mancare; inutile dire che l’odioso omuncolo già si vede agghindato con toghe e parrucche. Nel frattempo il piccolo di casa Warleggan deve essere battezzato e Verity (Ruby Bentall) torna a Trenwith non aspettandosi di trovare la famiglia così fortemente divisa. Durante il banchetto del battesimo, però, si scopre che sia la nave del Dr. Enys che quella del Capitano Blamey (Richard Harrington), marito di Verity, risultano disperse in mare ed è inutile dire che le due spose affrante lasciano il banchetto e corrono a Nampara.

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Ross chiede informazioni ma la situazione non sembra rosea.  
Drake e Sam, sempre più coinvolti in questa missione di convertire il mondo all’amore celeste, si impegnano nel costruirsi una vita stabile nella comunità oltre che un tetto stabile sopra la testa e proprio trascinando travi per quest’ultimo obiettivo Drake rivede Morwenna. E sguardi. E rossori. E scambio di sterpaglia spacciata per fiori. Ed è ufficiale, odio anche lei.
A Trenwith il caro George, che sa come farsi amare, regala all’algida mogliettina l’ennesimo prezioso gingillo che lei accetta piuttosto distrattamente; in fondo non è di soldi che manca Warleggan, tanto della capacità di non rosicare.
A Nampara Verity e Caroline attendono con Demelza notizie, ma Ross non porta nulla di buono. Il mercantile del Capitano Blamey risulta disperso mentre di Dwight non si hanno notizie dopo il naufragio della sua nave.
Servono altre notizie e Ross fa girare la voce tra i minatori e le sue vecchie conoscenze nel contrabbando offrendo una ghinea per ogni notizia certa sui due.
Sam e Drake, da buoni metodisti, si recano in chiesa la domenica intonando inni e sorridendo pure ai tarli del legno, ma la chiesa è quella legata a Trenwith e sia la funzione che il reverendo seguono le direttive di Warleggan. Già quella sera stessa i due fratelli si vedranno interdire l’accesso alla chiesa comune. Inutili le proteste di Demelza e company, Ross è preoccupato per i naufragi e non vuole rogne con George e quindi non interviene.
Nonostante i tentativi di Verity, Elizabeth continua a non volerne sapere di provare a sanare la faida tra George e Ross e si schiera dalla parte del marito. E ci tengo a sottolineare che non so proprio come si pretenderebbe altrimenti, perchè  Mrs. Warleggan sarà opportunista, ma non la si può tacciare di infedeltà.
Ross confida a Demelza di volersi recare in Francia per avere notizie delle navi ma prima vorrebbe parlare con dei nobili francesi esiliati che sono in visita a casa di Sir Francis Basset per scoprire qualcosa da loro. Pare che sir Basset di concerto con il Reverendo Halse (Robin Ellis) voglia che sia Ross a sostituire, come Giudice di Pace, il compianto Ray Penvenen e Ross (che ricordiamolo e non scordiamolo mai) che è Ross, rifiuta. Naturalmente i due si vedranno costretti ad offrire il ruolo a George che già freme e sbava e mugola tutto preso dalla felicità. Ci penserà quel meraviglioso concentrato di malvagità di zia Agatha a ricordargli che è e sempre sarà, la seconda scelta. Sia in verticale che in orizzontale, povero citrullo, aggiungo io.

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Ma mentre nella sfarzosa dimora dei Basset si compivano tali strategiche cerimonie, il sempre sorridente ed assolutamente inutile Drake è arroccato sugli scogli in cerca di patelle. Ah, no, forse cerca conchiglie in realtà, di quelle piccole e chiuse che sempre si vedono nei monili. Che ne voglia fare un gioiellino? Che voglia regalarlo a Morwenna? Quale imprevedibile audacia, giovane Carne!
Ma il cucciolo scodinzolante (è una metafora, signori, pare che Drake non abbia code visibili) non è il solo a sollazzarsi sulle spiagge dei Poldark; la pallida (smorta, esangue, terrea, cadaverica) Morwenna vi si reca spesso trascinata dall’esuberante Geoffrey Charles, e chi potranno mai incontrare come un sorridente relitto scagliato sulla spiaggia dalle onde? Si Drake, esatto, proprio lui; e mi rendo conto, non crediate, che non c’è nulla di misterioso in questo, ma non l’ho scritta io la trama amici cari, io mi limito a eccedere con l’esuberanza. Per dire.
Comunque Bimbo e Tata (perdonate ma hanno nomi troppo lunghi e troppo strani) incontrano Drake e vengono scortati nel favoloso mondo delle grotte dove il nostro ha scoperto una piccola pozza di acqua dolce. E dove ci sono grotte c’è magia, e dove c’è magia ci sono incantesimi, e dove ci sono incantesimi ci sono desideri, e dove ci sono desideri c’è delusione…ma questo è un altro film e non ve lo racconto, fermiamoci a desideri.
Così Drake immerge la sua mano destra nella pozza ed esprime il criptico desiderio con un tono che fa tanto film vietato ai minori e Morwenna, con in mezzo l’inutile parentesi desiderante dell’ignaro Poldark Junior, risponde sospirante e pallida. Forse più pallida che sospirante, a ben vedere.
Insomma la situazione non fa presagire nulla di buono per il languido Drake, ma lui insiste, questo glielo dobbiamo, e le regala il rozzo braccialetto di conchiglie, sia mai che cotanto prezioso faciliti la capitolazione!

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Mi preme sottolineare che nell’affaire tra Morwenna e Drake prevedo un concatenarsi di eventi piuttosto classico e, comunque, scontato. Soffriranno, si separeranno, ci saranno un mare di pregiudizi e incomprensioni e probabilmente alla fine, anche se con fatica, si ritroveranno; funzionava così già ai tempi di Cuore Selvaggio (oh Juan!) sia l’amore che la logica del torso nudo. Guardare per credere!
La festa da Sir Basset, quindi, sembra non portare buone nuove sul futuro, né quello del Giudice di Pace né quello, più pressante, dei nostri beniamini dispersi in mare, ma alla fine qualcosa si muove e finalmente si hanno notizie del Capitano Blamey la cui nave risulta essere giunta a Lisbona malridotta ma salva. Verity può tirare un sospiro di sollievo e prepararsi a raggiungere il marito in Portogallo. Del Dr. Enys giungono notizie a Nampara, ma solo a tarda notte; pare che la sua nave sia distrutta e che l’equipaggio sia prigioniero dei francesi. Ed il Capitano Poldark, l’eroe parolaio e impavido del nostro tachicardico cuore (Dio, grazie per gli aggettivi, rendono luminosa la mia vita), non può che partire a salvare il salvabile. E mentre lui si staglia (ah, Dio, grazie anche per i verbi, i sinonimi e le vene poetiche) contro il cielo, coi capelli fieramente al vento e ritto sulla barca che scivola sul mare, la nuova Demelza, questa nuova donna che dicono essere diventata e che (a quanto mi risulta) accetta tutto esattamente come quella di prima ma, perdindirindina, stavolta non dimentica; questa novella e altrettanto indigesta Penelope guarda il suo “Ulisse” sparire all’orizzonte versando la canonica, fiera, indomita, lacrima dell’attesa.

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E no, lo ammetto, fino a qui non ci ho visto nulla di nuovo o di diverso, altro che Demelza rinnovata e combattiva. Speriamo almeno che la prossima settimana ci porti notizie dell’amabile Dr. Enys oltre che l’immagine, sicuramente indimenticabile, di George Warleggan in parrucca. E non è detto che dopo si riesca a sopravvivere.

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Bye & #YOLO

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