Best of… Jane Austen! La lista dei migliori Period Dramas tratti dalle sue opere.

Oggi compie gli anni una delle scrittrici più care al mio cuore. La donna che ha trasformato la letteratura in una professione possibile anche per il gentil sesso. La scrittrice dall’occhio clinico che è riuscita a catturare e tramutare le superficialità e il demerito della società in cui viveva in racconti spassionati e carichi di ironia senza mai perdere d’occhio la speranza.
Jane Austen, in poche parole.
L’amata zia Jane avrebbe compiuto oggi 243 anni e qui a Mad in Cinema vogliamo festeggiare questa data nel modo che più ci si addice, vale a dire compilando liste (o qualcosa di simile). Nello specifico vogliamo dare uno sguardo ai migliori period dramas ispirati dalle sue opere, siano essi destinati a cinema o tv e formare un catalogo di suggerimenti per chi fosse alle prime armi e avesse bisogno di un punto da cui iniziare (e dico iniziare perché chi si appassiona al genere, di solito, non è in grado di fermarsi ad un solo adattamento. La sottoscritta sarà arrivata più o meno alla visione di 3.000 trasposizioni di O&P).

Tutto è, al solito, completamente personale e privo di qualunque tipo di oggettività, quindi bando alle ciance e iniziamo.

Orgoglio e Pregiudizio BBC 1995

O&P è l’opera più conosciuta di Jane Austen e senza ombra di dubbio quella che durante gli anni è stata protagonista (o vittima in alcuni casi) del maggior numero di adattamenti.
Online potrete trovare vere e proprie lotte all’ultimo sangue su quale sia il meglio riuscito. Discussione che, in genere, diventa una vera e propria gara tra la serie BBC del 1995 e la pellicola uscita nelle sale nel 2005.
E là dove il film con Keira Knightley ha il merito di essere visivamente eccellente, la versione della BBC merita, secondo me, il titolo di miglior adattamento, sia per la superiorità dell’intero cast che per la fedeltà alla versione originale.
Orgoglio e Pregiudizio ’95, infatti, mantiene tutta l’ironia, la leggerezza e la naturalità del libro e non si tira indietro dal fornire ai suoi personaggi quell’aspetto caricaturale che Jane Austen era così brava a rappresentare. Mr. Collins con i suoi modi cortesi e artefatti, la Signora Bennet con i suoi attacchi isterici e la determinazione di un ammiraglio dell’esercito nel tentare di sistemare tutte le sue figlie. L’atteggiamento da oca giuliva di Kitty e Lidia, quello snob delle sorelle Bingley, che ricordano in alcuni momenti, le sorellastre di Cenerentola.
E poi c’è Mr. Darcy, vero motore portante di questa serie, interpretato da Colin Firth. Darcy, passa metà del suo tempo guardando con aria di sdegno chiunque gli passi davanti. Il suo essere vittima di maldicenze da parte di Wickam non giustifica il suo essere snob e poco gradevole e non ne fa un martire quando alcuni degli errori da lui commessi vengono a galla. Il suo orgoglio è mal dosato e poco attraente ed è solo quando viene preso a pesci in faccia da Elizabeth che si rende conto di dover correggere una parte di sé. Questo aspetto di Mr. Darcy, in molte versioni di O&P viene tralasciato in favore di una storia più lineare e meno complessa. Ma è la parte più interessante di questo personaggio e il motivo principale per cui questa è la migliore rappresentazione di quest’opera, oltre che (come suggerisce MadExcella) per l’avvenenza maschile del Firth in questione.

Persuasione ITV 2007

Non so spiegarmi il perché, ma Persuasione è ancora oggi una delle opere più trascurate di Jane Austen. Se ne parla poco, vi si dedica poco spazio in TV e viene trattata in generale come la sorella brutta e noiosa degli altri romanzi austeniani. C’è un’ironica similitudine in questo, dato che la protagonista della storia, Anne, viene considerata la sorella meno avvenente e interessante della famiglia Elliot, ma forse è proprio questo il motivo per cui è diventata la mia preferita rispetto ai romanzi più famosi.
Ammetto di non essere completamente contenta di nessuna delle versioni prodotte. Quella del 1971 manca completamente di vita come solo una serie degli anni ’70 può fare; quella del 1995 manca di attori anche lontanamente interessanti e la versione del 2007 manca di una vera similitudine con la storia originale. Tra le tre comunque è quest’ultima la mia preferita. Rupert Penry-Jones è un decente Capitano Wentworth e Sally Hawkins fa egregiamente il suo dovere come Anne Elliot. Anche Anthony Head nei panni di Sir Walter porta a casa un ottimo risultato creando un baronetto vanitoso e spocchioso al punto giusto. Interessante poi, è stato l’inserimento nel film del famoso capitolo 10, che nonostante l’autrice abbia pensato non essere all’altezza del libro, dà comunque al film una storia più interessante e uno sguardo in più su quelli che sono davvero i sentimenti del caro Capitano Wentworth.

Emma BBC 2009

Nonostante io sia più legata sentimentalmente ad altre sue opere, Emma potrebbe essere, secondo me, il romanzo migliore scritto da Jane Austen. La storia, caratterizzata da dialoghi divertenti e personaggi peculiarmente affascinanti, è un vero e proprio concentrato di quella che era la vera anima dell’autrice e cattura sin dalle prime pagine senza mollare la sua presa fino a quando anche l’ultimo dei protagonisti non ha compiuto il suo destino. Emma, in particolare, è un personaggio che cammina in continuazione sulla linea sottile che divide la simpatia dall’antipatia, l’arroganza dalla determinazione, la generosità dall’egoismo. Scritta da un’altra mano, questa ventenne autoproclamata zitella, con la mania di fare da cupido e la certezza assoluta di sapere cos’è meglio per chi le sta attorno, sarebbe sicuramente stata odiata dalle masse. Vale lo stesso per le sue rappresentazioni televisive. Kate Bekinsale e Gwyneth Paltrow, infatti, sono riuscite (nello stesso anno per giunta) a distruggere per ben due volte questo personaggio rendendolo insopportabile e poco affascinante. Il vero giro di boa però, arriva con la versione della BBC del 2009 con protagonisti Romola Garai e Jonny Lee Miller. Un adattamento pieno di vita, dai dialoghi veloci e divertenti. Una chimica, quella tra i due protagonisti, che non nessun altro è riuscito a replicare. Emma sbaglia, in continuazione, Mr. Knightley la riprende per la maggior parte del tempo. Tra i due c’è un’intesa che nasce da una profonda amicizia e solo col passare del tempo si trasforma in amore. A fare da contorno ci sono un cast perfetto e un’ambientazione esteticamente piacevole. Insomma la BBC dimostra ancora una volta perché, quando si tratta di adattamenti dei classici, non ci sia pane per nessuno.

Ragione e Sentimento 1995 (Emma Thompson Version)

Ragione e sentimento è l’opera di Jane Austen che mi è meno congeniale. È quella più romantica nel senso stretto del termine e quella in cui i protagonisti sono meno interessanti. Le vicissitudini di Elinor e Marianne, dall’amore passivo della prima e alla ribellione adolescenziale della seconda mi hanno sempre interessata poco, non importa in quale versione mi fossero presentate. E anche i protagonisti maschili, mancano, secondo me, di quella qualità da gentiluomo affascinante e imperfetto che caratterizza personaggi come Darcy, Wentworth e Knightley.
Nonostante questo però, non c’è dubbio alcuno che il migliore adattamento di questo romanzo sia quello del 1996 con Emma Thompson, Kate Winslet, Hugh Grant e Alan Rickman. Questa lista di protagonisti, e il bagaglio di talento che si portano dietro, basterebbero a raccomandare anche un film mai visto (e non è questo il caso). In aggiunta la sceneggiatura è stata adattata dalla stessa Emma Thompson, che è riuscita a dare, quantomeno, una maggiore anima a questa storia. Insomma, se proprio dovessi, sotto tortura, scegliere quale versione di Ragione e Sentimento guardare, questa sarebbe la versione prescelta.

Mansfield Park 1999

Mansfield Park, alias, i cugini che si amavano (perdonatemi ma io questa cosa non la supererò mai).
Questo romanzo è uno dei più atipici, e se vogliamo moderni, di Jane Austen. È una storia di inganni e delusioni, di scandali e momenti oscuri, di promesse non mantenute e di un amore che cresce poco alla volta (più lentamente del solito comunque) e solo alla fine si dimostra per quello che è.
Fanny Price ed Edmund Bertram sono cresciuti insieme dopo che i genitori di lui hanno deciso di prendersi cura della piccola, la cui famiglia naviga in profonde ristrettezze economiche. I due vivono la propria vita costantemente insieme, sono grandi amici e si fidano completamente l’uno dell’altra. Sarà l’arrivo a Mansfield Park dei fratelli Crawford a cambiare la situazione. Mary ed Henry, infatti, si dimostrano sin da subito interessanti ai due cugini portando scompiglio nella loro relazione e l’affiorare di problemi e segreti fino a quel momento tenuti nascosti.
Tra i diversi adattamenti di Mansfield Park che bazzicano l’etere (non che ce ne siano chissà quanti), il mio preferito è senza ombra di dubbio il film del 1999 con Frances O’Connor e Jonny Lee Miller (che forse avrebbe dovuto continuare a interpretare eroi romantici piuttosto che impelagarsi in quell’orrore che è Elementary). Principalmente per una questione di cast e in secondo luogo per il modo in cui la storia è rappresentata. Rispetto alle trasposizioni dei romanzi di Jane Austen, infatti, questo è forse il film più tagliente e meno politicamente corretto. Non è una visione che vorrei necessariamente per ogni romanzo dell’autrice, ma in questo caso è un esperimento più che riuscito.

L’abbazia di Northanger 2007

L’abbazia di Northanger è il primo libro completato da Jane Austen e un vero e proprio studio quasi parodico del modo in cui i romanzi sentimentali e gotici (allora particolarmente in voga) venivano concepiti e di quanto esserne appassionati, significasse ai tempi per le giovani donne, essere considerate ignoranti e prive di intelletto. Catherine Morland conosce poco la vita, la società e il mondo in generale. Ciò che però conosce bene, sono i romanzi gotici che divora avidamente ogni giorno. Quando viene invitata da Henry, suo interesse amoroso, a trascorrere qualche giorno nell’abbazia di famiglia, Catherine si fa suggestionare dai suoi amati romanzi a tal punto da convincersi che qualcosa di malvagio si nasconda tra le sue mura, mandando a monte il suo rapporto con l’uomo che ama.
L’unica trasposizione degna di nota di questo romanzo è l’adattamento del 2007 con protagonisti Felicity Jones e JJ Field. Niente di eccitante o particolarmente appassionante, ma comunque un degno tentativo. Mi sarebbe piaciuto avvertire di più nella storia il motivo reale per cui il romanzo è stato scritto ma onestamente parlando, il materiale in mano su cui lavorare era davvero poco e renderlo interessante avrebbe richiesto un completo sconvolgimento della storia. Da vedere per i veri appassionati della Austen, trascurabile per tutti gli altri.

E con questo si conclude il nostro viaggio all’interno degli adattamenti televisivi dei romanzi di Jane Austen. Per rimanere in tema, aspettatevi nei prossimi giorni la recensione del Period Drama I misteri di Pemberly, sequel noir tutto da vedere di Orgoglio e Pregiudizio.

One Reply to “Best of… Jane Austen! La lista dei migliori Period Dramas tratti dalle sue opere.”

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