John Wick 3 – Parabellum. La pellicola di Chad Stahelski interpretata da Keanu Reeves approda nelle sale. Ed è subito action!

Si vis pacem, para bellum.
Se vuoi la pace, preparati alla guerra.

È questo il motore portante che spinge interamente John Wick 3 – Parabellum.
Dopo aver trascorso il primo film concentrato unicamente sulla vendetta, e aver vissuto un intero secondo film tentando di tornare indietro alla pace che stava tentando di raggiungere, John Wick, l’assassino seriale ormai mitologico, si ritrova a dover affrontare problemi più difficili se non impossibili da superare.
L’aver ucciso Santino d’Antonio all’interno del Continental, infatti, gli ha procurato una scomunica definitiva dall’hotel che, unita ad una taglia di 14 milioni messa sulla sua testa dalla Grande Tavola, significa per John un mare di guai. L’ora di vantaggio concessagli da Winston è sufficiente appena ad allontanarsi dal Continental, ma la sua location allo scadere del tempo ha poca imporanza. New York, infatti, brulica di assassini pronti a dargli la caccia per incassare la ricompensa. È chiaro che, reduce da un paio di settimane passate a ricevere colpi e a causa di una chiara inferiorità numerica John dovrà richiedere l’aiuto di altri per sopravvivere, nella maggior parte dei casi personaggi vincolati a John da pegni o dal loro passato comune, ma raramente compiacenti.
Wick dovrà risalire la scala gerarchica della Grande Tavola per tentare di salvarsi la vita, respingendo contemporaneamente gli attacchi destinati a lui e a chi lo ha aiutato durante il cammino.

John Wick 3: Parabellum mantiene l’eleganza stilistica e i colori vivaci e quasi cartoonistici dei suoi predecessori, diventati ormai un marchio di fabbrica della serie. Ogni scena è dipinta da colori ricchi e lussureggianti, cangianti a seconda della location a cui sono destinati, dalla fredda New York alla calda e vivida Casablanca.
A una scelta stilistica eccellente si aggiunge, inoltre, un uso delle luci praticamente perfetto. Che sia per illuminare le scene d’azione o i volti dei personaggi man mano che dimostrano emozioni diverse, i giochi di luci all’interno del film mi hanno più volte portata a pensare che John Wick sia un intricato puzzle composto da pezzi perfettamente incastrati.
L’azione poi è l’essenza stessa di questo film. Il motivo per cui probabilmente si è disposti a perdonare qualche piccola pecca (e sono davvero poche) in favore di quanto di positivo è stato fatto. Le pellicole d’azione, si sa, raccontano (o dovrebbero) una storia a suon di pugni e combattimenti all’ultimo sangue, a suon di inseguimenti e scontri, e devono farlo bene, altrimenti si rischia di scivolare nel dimenticatoio.
Ma se non bastassero i combattimenti classici, che ormai sono un trademark del film, questa pellicola osa oltre ogni immaginazione dimostrandosi capace di trasformare qualunque cosa a disposizione in un’arma. E non parliamo solo di coltelli, asce, pistole vintage e mitragliette, che vengono in ogni caso usate magistralmente. John Wick 3 – Parabellum ridefinisce ancora una volta il genere d’azione con il colpo di genio che non ti aspetti…oltre ai due splendidi pastori tedeschi, perfettamente addestrati a distruggere chiunque attacchi la loro padrona (in questo caso Sofia, il personaggio di Halle Berry), c’è da rimanere stupefatti e alquanto storditi, quando John Wick decide di utilizzare un cavallo come una delle più letali armi mai esistite. Un colpetto ben assestato al fianco dell’equino e via a suon di zoccolate sulla testa dei mal capitati serial killer.


Il cavallo ovviamente, non viene usato solo come arma, ma dà vita a un’immagine che ho amato profondamente: John Wick a cavallo di uno splendido stallone nero, intento a combattere un esercito di centauri dal grilletto facile. Difficilmente vedrete mai una scena d’azione così impressionante per bellezza, eleganza e originalità. O forse si… perché basta aspettare dieci minuti e ci ritroviamo a Casablanca, in mezzo ai colori caldi del Marocco, a combattere un differente esercito, accompagnati dai due cani di cui sopra che rubano la scena al 90% degli attori presenti.
E poi aspettare ancora un po’ per ritrovarci allo scontro finale tra John Wick e il suo avversario (evito di fare spoiler) in un bellissimo “museo” fatto di vetri e luci, in cui ogni piano risulta essere per John il livello successivo di difficoltà nel suo tentativo di raggiungere l’avversario finale.
Questa scena è in assoluto la mia preferita di tutto il film. Il modo in cui l’azione è concepita, il modo in cui le luci e gli effetti visivi danno una connotazione mistica ma assolutamente reale a quanto stia accadendo sullo schermo.
Il modo in cui, nonostante la truce battaglia, sia presente quella vena di ironia che io adoro ricercare e trovare nei film d’azione. Non vera e propria commedia, non battute palesemente divertenti, ma uno humor più pacato, più subdolo, che allenta in maniera notevole la tensione, prima di tornare a far volare proiettili e coltelli.
Certo, l’aumento di assassini interessati alla taglia su John Wick porta a un conseguente aumento delle morti, e all’innalzamento in alcuni casi del livello di splatter, ma è in linea con l’evoluzione del film e nonostante alcune scene non siano per i deboli di cuore, l’esagerazione non è mai troppa.

Keanu Reeves, Yayan Ruhian, and Cecep Arif Rahman in John Wick: Chapter 3 - Parabellum (2019)
Ma non è solo l’azione a farla da padrona. Parabellum introduce un nuovo strato di mitologia riguardo non solo al Continental e al mondo degli assassini, ma allo stesso John.
Attraverso il personaggio interpretato da Anjelica Huston veniamo a conoscenza finalmente di una parte del passato di John. Di cosa lo abbia reso Baba Jaga. Del perché quest’uomo, mortale come tutti, riesca a superare e sopportare una quantità indescrivibile di colpi e di dolore. Scopriamo inoltre, attraverso il rapporto con Sofia, un’altra sfaccettatura di John in relazione ai suoi colleghi.
Arriviamo a capire chi sia stato prima di ritirarsi a vita privata. Perché, se con il primo capitolo della saga abbiamo visto un uomo innamorato che uccide per vendetta, poco c’era stato concesso di vedere sull’assassino vero e proprio, ed è in questo film che finalmente risale in superficie, con la sua spietatezza, con il suo freddo e cinico calcolo delle probabilità di sopravvivere a seconda dell’alleanza scelta. Lo vediamo irremovibile nel chiedere di riscattare il pegno nei confronti di Sofia, nonostante le preghiere della donna di essere lasciata in pace. Lo guardiamo chiedere aiuto alla Direttrice, sapendo che sta rischiando la vita della donna. John Wick è tornato ad essere esattamente l’assassino che era stato un tempo, e nel scegliere la sua prossima missione, ha messo da parte, almeno per il momento, l’idea di una vita tranquilla.

Keanu Reeves and Halle Berry in John Wick: Chapter 3 - Parabellum (2019)
Ma, come dicevo prima, il film presenta alcune carenze o per essere più corretti, ci ha presentato con alcune scelte di cui non sono completamente convinta.
Parabellum lascia aperte diverse porte per un quarto capitolo e lo fa mettendo in tavola per la prima volta un gioco politico e di potere che è assolutamente giustificato ma potrebbe risultare in un errore grossolano se mal gestito.
Lo status quo della Grande Tavola che fino ad ora aveva retto senza troppi intoppi ha iniziato a sgretolarsi mostrando un lato debole che fa gola a chi fino ad ora è dovuto rimanere al di sotto del potere supremo.
È nell’ordine naturale delle cose tentare di rovesciare il potere esistente per ottenere più libertà, ma il modo in cui verrà fatto potrebbe fare o disfare completamente la serie.
Comunque questo è un dubbio per il futuro che in realtà, vedendo la continua qualità dei prodotti, non avrebbe ragione d’esistere, se Hollywood non mi avesse mortalmente offesa con decisioni incomprensibili come quanto successo in Avengers: Endgame.
Quello che spero, sicuramente, è di vedere nuovamente i personaggi di questo universo ormai radicato ed espanso farsi avanti magari per aiutare John Wick nella sua prossima missione. Sia Anjelica Huston, sempre eccellente, sia Halle Berry il cui personaggio mi ha lasciata piacevolmente intrigata, sia (anzi soprattutto) Lance Reddick nel ruolo dell’irriducibile Concierge del Continental.
Al solito i complimenti al lavoro di Keanu Reeves e Chad Stahelski si sprecano. Questo dinamico duo possiede una delle alchimie lavorative che più adoro nella cinematografia, seconda solo a quella tra Tom Cruise e Christopher McQuarrie. Alchimia che dura dai tempi di Matrix (quando Stahelski era “semplicemente” lo stuntman di Keanu Reeves) e che viene omaggiata in Parabellum attraverso una citazione di John Wick a una nota battuta pronunciata da Neo, (se non l’avete colta andate a cercarla) estortagli (a quanto pare) con l’inganno e la promessa che non sarebbe stata inserita nel film.
E poi c’è l’omaggio al cinema d’azione con la presenza nella scena finale di Yayan Ruhian e Cecep Arif Rahman stars dell’universalmente acclamata action saga “The raid”, e l’inserimento nel cast di Mark Dacascos, esperto di arti marziali e attore tristemente dimenticato, che porta al film un po’ di quella splendente nostalgia anni ‘90 che, diciamoci la verità, non è necessaria ma è sempre comunque benvenuta.
Insomma, tirando le fila di questo lunghissimo e forse leggermente disarticolato discorso, John Wick 3 – Parabellum, seppur per me affettivamente inferiore al primo, si piazza al secondo posto nelle mie preferenze di questa trilogia e non vedo l’ora di mettere le mani su quanto più materiale possibile a riguardo, compresa, dovesse mai venir prodotta, la serie tv sul Contintenal.
Onestamente però, poter vedere nuovamente Keanu Reeves fare l’impossibile nei panni dell’uomo nero, sarebbe più che sufficiente.

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