The Umbrella Academy da febbraio su Netflix: ed è subito divertimento (Spoiler)

Cari lettori, bandendo per una volta la mia indole estremamente votata a perdersi in ciance, proverò a mettere subito nero su bianco una bella lista di punti chiari, netti e imprescindibili in modo che dopo (e solo dopo) potrò dire la mia di questa splendida serie TV targata Netflix e dedicata ai supereroi. E visto che ho deciso di provarci e non ho sentito obiezioni, vai con il puntato:
Punto 1: The Umbrella Academy richiede una seconda stagione, e con urgenza;
Punto 2: L’età degli attori bravi (ma bravi proprio e proprio bravi) scende sempre di più. Questo fa ben sperare circa il futuro della recitazione ma ci priva, ahinoi, di quel bel prurito gossipparo e pseudo erotico che ci davano i giovanottoni del passato. Davanti a super attori 15enni si può solo preparare la merenda e sbirciare i padri;
Punto 3: Le serie tratte dai fumetti sono quasi sempre meravigliose;
Punto 4: Decisamente mi piacciono i supereroi anche quando sono improbabili. E poco eroici. E pure un attimo stronzi;
Punto 5: Non lo so, ma ci vuole sempre un punto cinque.

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Detto questo passiamo ai fatti.
La prima stagione, diffusa in tutto il mondo da Netflix il 15 febbraio 2019, comprende 10 episodi ed un epilogo piuttosto sorprendente. The Umbrella Academy è tratta dai fumetti di Gerard Way poliedrico e travagliato artista americano di origini (e te pareva) italiane e ci racconta la storia di 7 bambini adottati dall’insolito miliardario Sir Reginald Hargreeves (Colm Feore) grazie alle misteriose circostanze della loro nascita. I sette, infatti, sono gli unici di cui ci rimane traccia di un gruppo di 43 pargoli nati il primo di ottobre del 1989, tutti alla stessa ora e tutti da donne che fino a mezz’ora prima non erano nemmeno incinte.
I bambini, che l’affettuoso Hargreeves chiamerà sempre per numero di ingresso nel team piuttosto che per nome, sono molto diversi tra loro e, sebbene secondo i piani del caro padre, fossero destinati a creare una squadra inattaccabile a guardia del mondo, ben presto lasceranno l’Accademia seguendo ognuno la propria strada e diventando adulti disadattati ed irrisolti più vittime che possessori dei propri poteri. Alla morte di Sir Reginald i fratelli Hargreeves, nuovamente in qualche modo riuniti nel team Umbrella, si troveranno ad affrontare l’imminente apocalisse con pochi strumenti, nessuna informazione e la solita, assoluta, certezza di non essere in grado di fare la differenza.

Ma chi sono i supereroi dell’Accademia? Eccoli a voi in tutto il loro fluorescente, improbabile ed inquietante splendore.
Ligi come siamo all’ordine ed alla matematica, partiamo ovviamente da:
Numero 1 ovvero Luther Hargreeves (Tom Hopper) il cui potere è una forza spropositata. Succede però che, per non farsi mancare nulla, il giovane Luther, unico dei sette ad essere rimasto nella casa paterna dopo l’adolescenza, a causa di una missione andata male viene salvato da morte certa da un siero che lo fa sopravvivere, certo, ma che finisce per trasformare il suo dorso in quello di un grosso scimmione. Luther ha proprio di che essere felice, non c’è che dire! Fortuna che le missioni paterne gli regalano qualcos’altro oltre che evidenti problemi di peluria: prima della morte di Sir Reginald, infatti, trascorre 4 anni sulla Luna per suo conto e per questo viene anche detto Spaceboy.

Numero 2, è il problematico ispanico Diego Hargreeves (David Castañeda) detto anche Kraken.
Pur essendo in costante competizione con Luther per lo scettro di leader dell’Accademia, mal ne sopporta le costrizioni e così la lascia molto presto per operare in proprio come una sorta di giustiziere mascherato. I suoi poteri riguardano la mira, che utilizza per lanciare i suoi coltelli senza sbagliare un colpo per quanto difficile sia, e la capacità di trattenere il respiro per lunghissimo tempo.

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Numero 3 è, invece, Allison Hargreeves (Emmy Raver-Lampman) conosciuta anche come La voce per il suo immenso e singolare potere. Allison è capace di cambiare la realtà manipolandola a suo piacimento sussurrando semplicemente a chi di dovere la frase “Ho sentito una voce dire…” Pur essendo una celebrità è molto infelice a causa del divorzio dal marito il quale ha ottenuto l’affidamento della figlia Claire.
Tra Allison e Luther c’è stato del tenero fin dall’infanzia e benché lui la ami ancora e anche piuttosto ingenuamente, la ragazza è concentrata soprattutto sul tentare di recuperare la fiducia dell’ex marito e ottenere più tempo con la propria bambina.

Numero 4, l’eclettico Klaus Hargreeves (Robert Sheehan), il mio personaggio preferito in assoluto, per quanto squinternato e improbabile.
Ora, c’è sicuramente da precisare che il povero quarto figlio ha più che un buon motivo per essere un attimo sopra le righe visto che il suo potere è quanto di più angosciante mente umana possa partorire. Ebbene si, signore e signori, Klaus parla con i morti. Ma non a giorni alterni oppure ad “ore pasti”, come nelle migliori tradizioni telefoniche, proprio no: anime dannate e disperate lo visitano continuamente, senza lasciargli tregua, insistendo se non ascoltati e condannandolo ad una vita di incubi e orrori. E tutto ciò da che era bambino, povera stella! Sta di fatto che quando noi lo incontriamo, Quattro non ha un grammo di lucidità in corpo, fa uso smodato di droghe, alcol e tutto quanto possa mettere a tacere le voci nella sua testa.
Klaus è irrimediabilmente cinico ed egoista, ironico e divertente sopra ogni dire. La sua eccentricità è una continua boccata d’aria fresca ma anche una spina nel fianco costante per i fratelli che mal ne sopportano le stravaganze.

Numero 5, infine, che conosciamo come Il Ragazzo (Aidan Gallagher) e del quale non ci è dato conoscere altro nome. Cinque ha il potere di spostarsi nello spazio e nel tempo e proprio uno di questi tentativi lo fa sparire dall’Accademia ancora ragazzino e finire per vivere la propria intera esistenza nel futuro in una Terra devastata e inospitale. In questa sua vita alternativa Cinque, viene arruolato dalla Commissione, un ente che ha il compito di mantenere immutato il divenire degli eventi qualsiasi sia la conseguenza che porta. Lavorando per loro egli comprende di poter ritornare al passato e fermare l’apocalisse che ha reso il mondo così come l’ha conosciuto nel futuro e così ritorna in Accademia qualche giorno prima dell’evento apocalittico e giusto poco dopo la morte del padre. Per uno strano inghippo di non so bene che forze spazio-temporali però, ritorna con l’aspetto di un adolescente e, pur avendo l’esperienza e la sicurezza di un adulto, finisce per rivivere le pulsioni e le crisi della pubertà. I fratelli faticano a credergli ma alla fine scopriranno che dice la verità e che l’Apocalisse non è purtroppo scongiurabile.

Numero 6 invece è Ben Hargreeves (Justin H. Min) conosciuto anche come The Horror grazie alla terrificante abilità di utilizzare contro i nemici dei potentissimi mostri alieni che, a quanto pare, vivono sotto la sua pelle. O meglio vivevano, visto che Ben muore bambino e noi lo conosciamo solo come spirito che accompagna Klaus nelle sue scorribande psichedeliche. Alla fine Klaus grazie a Ben potrà conoscere meglio i propri poteri riuscendo a far apparire il fratello fino a renderlo visibile a tutti.

Numero 7 infine è la timida Vanya Haregreeves (Ellen Page) che parrebbe essere l’unica dei sette senza poteri. Sicuramente è l’unica dei sette ad essere profondamente antipatica, ma questo credo dipenda più dall’attrice che dal personaggio. La Page ha questo strano modo stitico di interpretare, come una maestrina col mal di denti messa lì a ricordarti che la vita può essere priva di ogni gioia o sprizzo vitale. Comunque, attrice a parte, il fatto è che la timida ed esclusa Vanya è, in realtà, il Violino Bianco ossia tra i fratelli quella con i poteri più forti e devastanti. Sette infatti è capace di rendere le onde musicali del proprio violino vere e proprie armi tanto potenti e incontrollate da raggiungere la Luna e distruggerla.

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Ecco quindi la nostra apocalisse, con la Luna finita in pezzi ed i fratelli che, grazie a Numero Cinque fanno un salto nel buio verso il futuro provando a salvarsi la vita e, magari, a trovare un modo per salvare il mondo.
Sicuramente la conclusione della prima stagione ci lascia un numero immenso di interrogativi e perplessità, ma nulla c’è da preoccuparsi considerando che l’agognata stagione due è già in produzione.

Nel frattempo, in mezzo a questo marasma divertentissimo, mi piace sottolineare alcune cose. Come ad esempio quanto meravigliosa sia la rappresentazione della Commissione, della sua organizzazione e dei suoi membri (che per certi e leggerissimi versi ricorda un poco l’organizzazione degli assassini di John Wick). Bravissima e divertente Kate Walsh nella sua interpretazione di The Handler dirigente della Commissione e arruolatrice di Cinque, incredibilmente spietata nella propria intenzione di terminarlo una volta che il Ragazzo ha tradito il patto di collaborazione con l’ente. Meravigliosi anche, i due killer inviati ad ucciderlo, il pacioso ma determinato Hazel (Cameron Britton) che alla fine salverà sé stesso ed il suo attempato amore Agnes da morte certa, e l’inflessibile Cha-Cha (Mary J. Blige) il cui unico punto debole sembra essere l’affetto per il collega ma in piena apocalisse, si sa, un punto debole basta e avanza.
Insomma bella serie, bel racconto e bei personaggi, Se ancora non ci avete dato uno sguardo consiglio di provvedere prima del rilascio della seconda stagione, i tempi sono difficili e non miglioreranno per cui conviene aggrapparsi a tutti i supereroi disponibili. Anche quelli strani.

A presto lettori, anche su Twitter e su Facebook

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